Come l’intestino che estrae, dagli alimenti, le sostanze nutritive che costruiscono i nostri organi e tessuti, il nostro cervello estrae l’essenza dalla realtà, da ciò che vediamo, sentiamo e percepiamo. Filtrando l’essenza la porta a consapevolezza.

Il cervello, come l’intestino, per funzionare al meglio e rimanere attivo, ha bisogno di essere pulito.
Dobbiamo liberarlo dalle scorie, che lo rallentano e compromettono la sua funzionalità, e che lo portano ad invecchiare prima del tempo.
Gli amori finiti, che ti chiudono al nuovo, un lavoro che non ci piace più, un amicizia che ci delude sono esperienze passate e finite per sempre. Se continuiamo a guardarle, a rivisitarle con il pensiero e ad analizzarle, per “capire”, non facciamo altro che rinforzare il nostro dolore. In questo modo il nostro cervello invecchia.
Le domande che ci facciamo, come ad esempio: “sarà stato vero amore?”, “avrei voluto fare grandi cose ma non ho avuto il coraggio” ecc. sono tutte scorie della mente che ci portano a perdere il contatto con il procedere della vita.
Occorre eliminare tutti i “pensieri spazzatura”
Quell’insieme di ricordi, paure, idee fisse che intasano il cervello e che bloccano la sua creatività; si crea, infatti, un corto circuito che lo porta a ritornare sempre sugli stessi pensieri. Questo nega al cervello la possibilità di rinnovarsi.
Possiamo fare l’esempio di un auto con il motore sporco. Con l’andare del tempo la macchina non camminerà più. Lo stesso avviene al cervello quando lo costringiamo a ripetere sempre gli stessi tragitti. Si blocca ed intervengono i disagi quali ansia, panico, insonnia, depressione.




























